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	<title>Rivista Scuola IaD &#187; Numero 0 &#8211; 2007</title>
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	<description>Modelli, Politiche R&#38;T</description>
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		<title>Editoriale</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 09:20:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 0 - 2007]]></category>
		<category><![CDATA[e-learning]]></category>
		<category><![CDATA[studio a distanza]]></category>

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		<description><![CDATA[La Scuola Istruzione a Distanza (IaD), ormai non più bambina ed ancora non adulta, saluta l’intervento del suo Presidente, del Magnifico Rettore, quale inizio di giorni più creativi e impegnativi, più ricchi, più saggi. La Scuola IaD può costruire le condizioni del confronto sulla teledidattica, sullo studio a distanza per comunicare, per mettere in comune esperienze, idee, progetti; lo fa con tre iniziative [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La vita è una partenza continua. Ogni giorno si va più lontano dalle cose fatte, da se stessi. (J. Brodskij)</p></blockquote>
<p>La Scuola Istruzione a Distanza (IaD), ormai non più bambina ed ancora non adulta, saluta l’intervento del suo Presidente, del Magnifico Rettore, quale inizio di giorni più creativi e impegnativi, più ricchi, più saggi. La Scuola IaD può costruire le condizioni del confronto sulla teledidattica, sullo studio a distanza per comunicare, per mettere in comune esperienze, idee, progetti; lo fa con tre iniziative:</p>
<ol>
<li>la <strong>Rivista Scuola IaD</strong> on line</li>
<li>l’istituzione di cinque premi per tesi di laurea che affrontino il tema della IaD muovendo da aree scientifico-disciplinari quali didattica, economia, informatica, medicina e telecomunicazioni</li>
<li>la preparazione di un convegno internazionale in occasione dei suoi primi 10 anni di attività, nel settembre 2007.</li>
</ol>
<h2 style="margin: 10px 0 "><span style="color: #e03a3a; text-decoration: none;">Rivista Scuola IaD</span> | Modelli, Politiche R&amp;T</h2>
<p><strong>Rivista Scuola IaD</strong> nasce multidisciplinare e multilaterale come la Scuola IaD che registra la presenza di docenti designati da tutte e sei le Facoltà dell’Università Tor Vergata.</p>
<p>E’ una rivista aperta, trasversale nel senso della filosofia che nel passato attraversava altri saperi e ne traeva alimento; nel senso delle ingegnerie in tempi più recenti ed ora dell’l’informatica e della telematica e in specie delle tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC), che oggi sono a fondamento della IaD e/o all’<em>e-Learning</em>.</p>
<p>Quali oneri assumerà la <strong>Rivista Scuola IaD</strong>? Forse anche quelli ostici dell’indagine sui rapporti tra metodo e oggetto della investigazione scientifica e di qui sulla didattica che fattasi euristica potrà tornare a porre le sue domande alla stessa investigazione. Nessuno discute che la formazione sussegua agli esiti della ricerca; pochi avvertono che tali esiti divengono e sono sapere nell’interazione didattica con le domande dei discenti che sono da sempre le più umili quotidiane ali del sapere.</p>
<p>Nell’immediato almeno un onere è però ineludibile: cercare e raccogliere certezze e dubbi, entusiasmi e diffidenze, sperimentazioni ed opinioni quale che sia l’interesse scientifico preminente degli interlocutori. Il sottotitolo <em>Modelli, politiche, ricerca&amp;tecnologie</em> segnala la pluralità degli approcci problematici alla IaD e/o all’<em>e-Learning</em>. Dunque, <strong>Rivista Scuola IaD</strong> quale cimento di idee, quale crogiolo  di progetti e programmi, di scelte politiche e, con riguardo alla Scuola IaD, anche di opzioni politico- istituzionali</p>
<p>Si inscrive in questo orizzonte la scelta della Scuola IaD di investire 15 mila euro in premi per tesi di laurea che abbiano scelto la IaD e/o l’<em>e-Learning</em> quale <em>tòpos</em> della ricerca di diverse aree scientifico-disciplinari e professionali, perché la teledidattica da un lato evidenzia in massimo grado la trasversalità pervasiva delle TIC in tutti i campi del sapere e del saper fare e dall’altro seduce e contamina le forme tradizionali della didattica in presenza.</p>
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		<title>La morte della distanza</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 17:56:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michael G. Moore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 0 - 2007]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione a distanza]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract
Il progressivo abbattimento dei costi delle telecomunicazioni – processo in atto oramai da decenni – implicherà nel futuro la potenziale sparizione della “distanza” tra i soggetti della comunicazione. In che modo il mondo dell’educazione e della formazione verrà investito da tale dinamica del mutamento tecnologico e quali ne saranno le conseguenze?
L’Autore delinea quattro scenari differenti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Abstract</h2>
<p>Il progressivo abbattimento dei costi delle telecomunicazioni – processo in atto oramai da decenni – implicherà nel futuro la potenziale sparizione della “distanza” tra i soggetti della comunicazione. In che modo il mondo dell’educazione e della formazione verrà investito da tale dinamica del mutamento tecnologico e quali ne saranno le conseguenze?<br />
L’Autore delinea quattro scenari differenti, o «modelli del cambiamento», alcuni dei quali già in atto, altri di là da venire. Il modello più avanzato, quello del cosiddetto «Sistema Virtuale» implica il completo abbattimento dei limiti di luogo dell’operazione formativa, grazie alla Rete –  «Una simile università virtuale, che consiste in un mercato di singoli “fornitori di istruzione”, che incontrano “studenti-consumatori” disposti a pagare quanto determinato dalle leggi del mercato, è ora tecnicamente possibile…» – aprendo ad un’inedita forma di <em>network</em> docenti-studenti la quale riconquista, paradossalmente, al di là dei secoli e dei mezzi tecnici, l’antico ideale (medievale) dell’<em>Universitas studiorum</em>, come libero incontro tra studenti e insegnanti, riuniti nel “luogo virtuale” dell’amore per il sapere.</p>
<h2>Sommario</h2>
<p>La fine della distanza<br />
Modello del Cambiamento Minimo<br />
Modello del Cambiamento Marginale<br />
Modello del Cambiamento Sistemico<br />
Modello del Sistema  Virtuale<br />
Università: network di studenti e insegnanti<br />
<h4><a href="http://rivista.scuolaiad.it/download/moore-primo_piano.pdf" title="Leggi l'intero articolo La Morte della Distanza" target="_blank">Leggi l'intero articolo "La Morte della Distanza" in formato PDF</a>.<h4></p>
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		<title>L&#8217;istruzione a Distanza (IaD) tra democrazia e qualità</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 16:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Quintili</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 0 - 2007]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione a distanza]]></category>
		<category><![CDATA[scuola iad]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[La nozione di “democrazia” in ambito educativo ha a che fare con le provisions (Dahrendorf) che le nuove tecnologie dell’informazione mettono a disposizione, attraverso la IAD, per 1/ rompere le barriere di classe e di spazio (geografico e culturale); 2/ ampliare lo spettro dei fruitori della cultura universitaria, animata  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Abstract</h2>
<p>La nozione di “democrazia” in ambito educativo ha a che fare con le provisions (Dahrendorf) che le nuove tecnologie dell’informazione mettono a disposizione, attraverso la IAD, per 1/ rompere le barriere di classe e di spazio (geografico e culturale); 2/ ampliare lo spettro dei fruitori della cultura universitaria, animata dal binomio didattica/ricerca. L’analisi della situazione in tre significativi contesti europei, finlandese, francese e italiano, mette in luce le conquiste e i limiti attuali dell’e-learning (EL) in ambito universitario. Nel nostro paese è riscontrabile una certa frammentazione delle realtà educative in EL – pur nel vigoroso sviluppo dei nuovi contesti IAD  – che richiede un ulteriore impegno e una presa di coscienza politica maggiore da parte delle istituzioni e dei governi. Il contributo dà anche un’immagine ampia del dibattito scientifico e istituzionale sulla Quality Assurance (QA), in particolare rispetto alla dimensione europea. Si è scelto di inoltrarsi in questo campo attraverso i documenti ed i progetti dell’EUA, sia perché altamente significativi, sia perché fulcro di altre iniziative. In particolare si sono approfonditi sia i documenti che hanno costituito lo sfondo del primo European Quality Forum 2006 sia alcuni contributi presentati in quest’occasione. Inoltre, ci si è soffermati sulle tematiche proprie dell’EL rispetto alla QA, ampliando i riferimenti a iniziative differenti, quali il progetto ELUE e la recente pubblicazione: eLearning papers.</p>
<h2>Sommario</h2>
<ol>
<li>La situazione dell’EL in Europa e la democrazia educativa</li>
<li>Lo specifico della situazione italiana</li>
<li>Qualità, Europa e Istruzione a Distanza</li>
<li>APPENDICE. Conclusioni del Rapporto CRUI</li>
</ol>
<h4><a href="http://rivista.scuolaiad.it/download/quintili-cappa-1piano.pdf" title="Leggi l'intero articolo L'Istruzione a Distanza (IaD) tra democrazia e qualità" target="_blank">Leggi l'intero articolo "L'Istruzione a Distanza (IaD) tra democrazia e qualità" in formato PDF</a>.<h4>
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		<title>Studiare a distanza: Scenari e suggestioni</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 14:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurelio Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 0 - 2007]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[studio a distanza]]></category>

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		<description><![CDATA[Dappertutto ci si occupa sempre di quel ch’è il &#8220;ciò&#8221; che dev&#8217;essere comunicato. Invece ciò che preoccupa me è cos’è il comunicare. &#8230;
Soprattutto io divido così: o si riflette sull’oggetto o sulla comunicazione. &#8230;
Se si riflette sull’oggetto, allora noi abbiamo la comunicazione del SAPERE. &#8230;
Ma se si riflette sulla comunicazione, allora, in contrasto alla comunicazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Dappertutto ci si occupa sempre di quel ch’è il &#8220;ciò&#8221; che dev&#8217;essere comunicato. Invece ciò che preoccupa me è cos’è il comunicare. &#8230;<br />
Soprattutto io divido così: o si riflette sull’oggetto o sulla comunicazione. &#8230;<br />
Se si riflette sull’oggetto, allora noi abbiamo la comunicazione del SAPERE. &#8230;<br />
Ma se si riflette sulla comunicazione, allora, in contrasto alla comunicazione di sapere, noi abbiamo la comunicazione del POTERE.<br />
(S. Kierkegaard)</p></blockquote>
<blockquote><p>Omnia, omnino, omnes<br />
(J. Komenski)</p></blockquote>
<h2>Abstract</h2>
<p>L’istituzione delle Università a distanza pone una sfida senza precedenti alla «torre d’avorio» delle auguste istituzioni accademiche europee, che potrebbero arricchirsi di nuovi apporti derivanti dall’utilizzo delle ICT per l’insegnamento e l’apprendimento, anche al fine ridurre il cosiddetto digital divide. E’ una sfida di democrazia, sulla scia dell’insegnamento del grande Comenio : «tutto, in tutto, a tutti», declinabile, nel mondo attuale, come anytime, anywhere, anyhow. Ma le università pubbliche giacciono nell’inazione, di fronte a questa formidabile occasione: secolarizzare la metafora del Seduttore di Kierkegaard, fare di sapere potere, attraverso la forma di comunicazione telematica. Ancora poco percepite sono le potenzialità e l’efficacia didattica dell’e-learning e ancora tutto «da inventare» è il nuovo uomo, il docente-tutor di questa realtà dell’insegnamento a distanza. Di nuovo Comenio (Orbis sensualium pictus) fornisce preziosi suggerimenti: arricchire l’insegnamento, tramite ICT e IAD, di una multimodalità sensoriale ignota alla docenza tradizionale. La didattica deve rivalutare il cromatico, l’iconico, il gesto, il prossemico, la corporeità. E’ da rivalutare il modello della quaestio rispetto alla lectio. Ed è l’obiettivo di una «scuola sensibile» delle conoscenze e, perché no? degli affetti, anche allo scopo di fondare una Didactica Nova, sul modello comeniano, volta ad arricchire l’artificium che deve essere organico, trasparente, esplicitamente dichiarato (B. Vertecchi).  Una sfida, dunque, anche questa, che la nostra Rivista intende condurre a buon fine.</p>
<h2>Sommario</h2>
<ol>
<li>Le Università a distanza e la «torre d’avorio»</li>
<li>«Tutto, in tutto, a tutti».  Il potere del sapere</li>
<li>L’«uomo da inventare» della nuova IaD. Insegnamento e apprendimento</li>
<li>La Scuola sensibile, compenetrazione di intelligenze e emozioni</li>
<li>Integrazione e complementarietà della didattica in presenza con la IaD</li>
<li>Conclusioni</li>
</ol>
<h4><a href="http://rivista.scuolaiad.it/download/simone-politiche.pdf" title="Leggi l'intero articolo Studiare a distanza: Scenari e suggestioni" target="_blank">Leggi l'intero articolo "Studiare a distanza: Scenari e suggestioni" in formato PDF</a>.<h4>
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		</item>
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		<title>IaD e Medicina</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 14:40:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 0 - 2007]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione a distanza]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[scuola iad]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract
Il carattere di rapida obsolescenza delle conoscenze nel campo della pratica clinica impone la necessità di un costante aggiornamento e di una sempre maggiore frequenza di nuovi contesti formativi per l’attività medica. La IAD è uno strumento preziosissimo, in tal senso, in quanto permette – oltre al tradizionale convegno e corso in presenza, dai tempi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Abstract</h2>
<p>Il carattere di rapida obsolescenza delle conoscenze nel campo della pratica clinica impone la necessità di un costante aggiornamento e di una sempre maggiore frequenza di nuovi contesti formativi per l’attività medica. La IAD è uno strumento preziosissimo, in tal senso, in quanto permette – oltre al tradizionale convegno e corso in presenza, dai tempi e costi loro particolari – di coniugare efficacemente presenza e distanza, in un’attività flessibile, personalizzata e interattiva, integrando le conoscenze da acquisire su una solida base formativa. La Scuola IAD dell&#8217;Università di Roma «Tor Vergata» ha attivato tre Master di area sanitaria, un Corso di laurea per Educatore sanitario ed è stata scelta dal Ministero della salute come provider sperimentale di crediti nell’ambito dell’Educazione continua in Medicina. Il tutto è legato anche alla ricerca sperimentale di nuove piattaforme informatiche open source adatte al raggiungimento del massimo profitto didattico.</p>
<h2>Sommario</h2>
<ol>
<li>La rapidità dell’aggiornamento in campo medico e la distanza</li>
<li>I caratteri della IAD in medicina</li>
</ol>
<h4><a href="http://rivista.scuolaiad.it/download/volpi-politiche.pdf" title="Leggi l'intero articolo IaD e Medicina" target="_blank">Leggi l'intero articolo "IaD e Medicina" in formato PDF</a>.<h4>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Àndra moi ènnepe&#8230; (&#8221;Narrami dell&#8217;uomo&#8221;)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 14:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Trittico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 0 - 2007]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[
Intervento immaginario al convegno su: Scuola secondario superiore, il momento delle scelte Università di RomaTre &#8211; facoltà di Scienze della Formazione, Roma, 24 gennaio 2006, dopo le relazioni del mattino tenute da Mariangela Bastico, Gaetano Domenici, Giusepe Martinez y Cabrera, Aureliana Alberici, Luciano Benadusi, Donatella Palomba.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1></h1>
<p><em>Intervento immaginario al convegno su</em>: Scuola secondario superiore, il momento delle scelte <em>Università di RomaTre &#8211; facoltà di Scienze della Formazione, Roma, 24 gennaio 2006, dopo le relazioni del mattino tenute da Mariangela Bastico, Gaetano Domenici, Giusepe Martinez y Cabrera, Aureliana Alberici, Luciano Benadusi, Donatella Palomba.</em><br />
<h4><a href="http://rivista.scuolaiad.it/download/tiriticco-politiche.pdf" title="Leggi l'intero articolo Àndra moi ènnepe… (”Narrami dell’uomo”)" target="_blank">Leggi l'intero articolo "Àndra moi ènnepe… (”Narrami dell’uomo”)" in formato PDF</a>.<h4></p>
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		<item>
		<title>Immaginario collettivo, definizione di un concetto e analisi di un caso specifico: l&#8217;America</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 14:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Tarzia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 0 - 2007]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract
Nella società di massa globalizzata –  percorsa dalle reti comunicative e dalla frammentazione delle culture nel web – sembrano venir meno le coordinate per la definizione di un immaginario collettivo che è alla base delle “identità” culturali: strutture metaforiche profonde, archetipi psicologici, processi narrativi. Nondimeno, al di qua della frammentazione e delle molteplici stratificazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Abstract</h2>
<p>Nella società di massa globalizzata –  percorsa dalle reti comunicative e dalla frammentazione delle culture nel web – sembrano venir meno le coordinate per la definizione di un immaginario collettivo che è alla base delle “identità” culturali: strutture metaforiche profonde, archetipi psicologici, processi narrativi. Nondimeno, al di qua della frammentazione e delle molteplici stratificazioni attuali è possibile individuare delle invarianti, proprie dell’immaginario collettivo, che, al fondo, caratterizzano anche le odierne «culture di massa» (E. Morin). Caso esemplare è l’immaginario collettivo americano. Sotto il <em>melting pot</em> ben noto, giace un’invariante dominante, una «struttura mentale-identitaria centrale» che è quella “puritana”. Le sue strutture-archetipi sono noti, nel passaggio all’attualità dell’immagine: «il fortino assediato e annientato, la casa invasa, l’isola maledetta, la violazione del centro sacro e la sua riconsacrazione, il duello finale, l’apocalisse, la salvezza dei giusti e la dannazione dei demoni». Tale struttura archetipica condiziona un immaginario collettivo ancora forte, passato dai costumi, in generale, ai mass media, cinema, radio, televisione ecc.</p>
<h2>Sommario</h2>
<ol>
<li>L’immaginario nella società globalizzata</li>
<li>L’immaginario puritano dell’America “neocon”</li>
</ol>
<h4><a href="http://rivista.scuolaiad.it/download/tarzia-politiche.pdf" title="Leggi l'intero articolo Immaginario collettivo, definizione di un concetto e analisi di un caso specifico: l’America" target="_blank">Leggi l'intero articolo "Immaginario collettivo, definizione di un concetto e analisi di un caso specifico: l’America" in formato PDF</a>.<h4>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>IaD, Internet e la Filosofia, un approccio storico-critico</title>
		<link>http://rivista.scuolaiad.it/n00-200701/iad-internet-e-la-filosofia-un-approccio-storico-critico</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 14:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Quintili</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 0 - 2007]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[L’utilizzo della telematica per la lettura dei testi filosofici, per la loro interpretazione e per l’insegnamento/apprendimento (màthesis) della Storia delle idee ha prodotto dei cambiamenti radicali nell’approccio alla Filosofia, sul duplice terreno: oggettivo e soggettivo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Abstract</h2>
<p>L’utilizzo della telematica per la lettura dei testi filosofici, per la loro interpretazione e per l’insegnamento/apprendimento (màthesis) della Storia delle idee ha prodotto dei cambiamenti radicali nell’approccio alla Filosofia, sul duplice terreno: oggettivo e soggettivo. Dal lato dell’oggetto, il materiale testuale, ossia il contenuto dell’apprendimento, si fa “multiverso” (M. Bachtin), più malleabile e di agevole fruizione, accentuando il processo di democratizzazione e laicizzazione della cultura, messo in atto fin dall’invenzione della stampa. Dal lato dei soggetti, la “distanza” e la IAD implicano la sparizione di un’antropologia dello sguardo (J.-P. Sartre) che è stata sostituita, efficacemente, dalla pluralità delle presenze in rete, in un luogo collettivo e condiviso, in un’assenza «piena di spirito» : il sito-testo (nel caso della lettura/interpretazione delle grandi opere della filosofia) e il sito-contesto (nel caso delle piattaforme didattiche interattive, come “Atutor”, della Scuola IAD di Tor Vergata).  Per entrambi i versi, si tratta di un potenziale arricchimento delle risorse a disposizione tanto del docente quanto dello studente, ai fini di un allargamento dello spettro dei fruitori della cultura universitaria. Una nuova civiltà del dialogo – i «salotti telematici» – può aprirsi a partire dall’utilizzo intelligente degli strumenti delle ICT.</p>
<h2>Sommario</h2>
<ol>
<li>L’apprendimento (màthesis) a distanza e il contesto oggettivo</li>
<li>L’assenza degli uomini, la telematica e la «ragione lontana». Il contesto soggettivo</li>
<li>Il Salotto telematico e l’inter-testo. Un’assenza piena di spirito</li>
<li>Conclusioni</li>
</ol>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Istruzione a Distanza&#8230;in presenza</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 14:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maria Staderini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 0 - 2007]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione a distanza]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract
La nozione di “distanza” legata all’insegnamento appare – con l’avvento delle nuove tecnologie – come qualcosa di senz’altro relativo e soggetto alle variabili delle situazioni culturali e sociali. Negli USA è recente la notizia di un robottino scolastico, dotato di testa-telecamera-schermo, microfoni, ruote ecc. che arriva in classe e prende il posto dell’allievo malato all’ospedale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Abstract</h2>
<p>La nozione di “distanza” legata all’insegnamento appare – con l’avvento delle nuove tecnologie – come qualcosa di senz’altro relativo e soggetto alle variabili delle situazioni culturali e sociali. Negli USA è recente la notizia di un robottino scolastico, dotato di testa-telecamera-schermo, microfoni, ruote ecc. che arriva in classe e prende il posto dell’allievo malato all’ospedale. Il ragazzo a letto si collega in teleconferenza con la propria classe e partecipa alle lezioni. I compagni, cosa singolare, accettano affettuosamente il nuovo soggetto meccanico come se fosse il loro vero compagno. Ciò dimostra, anzitutto, che l’insegnamento a distanza non è quella cosa “asettica” e disincarnata che viene spesso rimproverata alla IAD, ma che anzi consente nuove e inedite forme di socializzazione, come già accadde negli anni ’60 del secolo scorso con il celebre  “telemaestro” A. Manzi alla TV. Ci si chiede se l’esperienza fatta con i ragazzini di scuola elementare possa funzionare anche con gli adulti. E in ultimo, La sfida delle ICT comporta un continuo reinvestimento dei metodi pedagogici, nel quale, tuttavia le capacità artistiche e l’inventiva del docente non vengono meno, dinanzi alla potenza del mezzo meccanico.</p>
<h2>Sommario</h2>
<ol>
<li>La robotica per la presenza… a distanza, in scuola e oltre</li>
<li>Telepresenza e distanza asincrona, diversi modi di soluzione didattica</li>
</ol>
<h4><a href="http://rivista.scuolaiad.it/download/staderini-modelli.pdf" title="Leggi l'intero saggio Istruzione a Distanza…in presenza" target="_blank">Leggi l'intero saggio "Istruzione a Distanza…in presenza" in formato PDF</a>.<h4>
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		<title>The Matrix. Le geometrie del tempo e dello spazio nell&#8217;età dell&#8217;informazione</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 14:15:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea De Dominicis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 0 - 2007]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract
Le modificazioni nella percezione del tempo e dello spazio che caratterizzano l’universo in cui si muovono le nuove generazioni, implicano situazioni problematiche da governare (la memoria storica, l’eterno presente, la capacità progettuale, a.e.) e aprono nuove prospettive conoscitive (rapporti non-lineari con la realtà, forme di conoscenza ad oggetti, attraversamento delle barriere).
Tali modificazioni sono sostenute dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Abstract</h2>
<p>Le modificazioni nella percezione del tempo e dello spazio che caratterizzano l’universo in cui si muovono le nuove generazioni, implicano situazioni problematiche da governare (la memoria storica, l’eterno presente, la capacità progettuale, a.e.) e aprono nuove prospettive conoscitive (rapporti non-lineari con la realtà, forme di conoscenza ad oggetti, attraversamento delle barriere).</p>
<p>Tali modificazioni sono sostenute dai rapidi avanzamenti tecnologici e, soprattutto, dall’esplosione delle ICT  che hanno sostanzialmente scardinato il paradigma del cd. Realismo percettivo. La simultaneità della comunicazione e il moltiplicarsi di ambienti percettivi virtuali dove è possibile sperimentare la costruzione di molte e diverse realtà diventano arena per il confronto tra filosofie e Weltanschauungen</p>
<p>All’interno di questo quadro si devono considerare le implicazioni per i processi di apprendimento, in quanto base dell’adattamento. In questo senso alcune strategie di pensiero possono rappresentare modi appropriati di affrontare questo cambiamento paradigmatico, piuttosto che essere interpretate come strategie difensive.</p>
<p>Rimane aperto il problema dell’identità e della percezione di continuità, necessaria, almeno in linea di principio, per dare coerenza all’esperienza. Il moltiplicarsi degli ambiti di esperienza apre la strada alla frammentazione (ma anche alla varietà) ed alla discontinuità (ma anche alla divergenza). The Matrix, la trilogia cult dei fratelli Wachoswki, può essere intesa come una rappresentazione attuale dei problemi di identità che deriva dall’applicazione di logiche non lineari.</p>
<p>Infine deve essere preso in considerazione il valore etico di questi meccanismi conoscitivi, interpretabili anche nell’ottica di una epistemologia complementare (del tipo di quella descritta da Gregory Bateson) piuttosto che simmetrica. Essi prefigurano, infatti, diversi rapporti con la realtà (nei suoi aspetti non solo percettivi ma anche economici e sociali) già definiti ecologici. La costruzione collettiva di conoscenza delle comunità hackers ne è vivido esempio.</p>
<h2>Sommario</h2>
<p>1. La mostra di Max Escher e i «mondi impossibili»<br />
2. La demolizione del pensiero lineare. Oltre la fisica classica: The Matrix<br />
3. Diversi piani di realtà. I sistemi ipertestuali e il pensiero non lineare<br />
4. La rivoluzione di una nuova sensorialità “terziaria”. I modelli cognitivi degli hackers<br />
<h4><a href="http://rivista.scuolaiad.it/download/dedominicis-saggi.pdf" title="Leggi l'intero saggio The Matrix. Le geometrie del tempo e dello spazio nell’età dell’informazione" target="_blank">Leggi l'intero saggio "The Matrix. Le geometrie del tempo e dello spazio nell’età dell’informazione" in formato PDF</a>.<h4></p>
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