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	<title>Rivista Scuola IaD &#187; tecnologia</title>
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	<description>Modelli, Politiche R&#38;T</description>
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		<title>L&#8217;istruzione a Distanza (IaD) tra democrazia e qualità</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 16:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Quintili</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 0 - 2007]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione a distanza]]></category>
		<category><![CDATA[scuola iad]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[La nozione di “democrazia” in ambito educativo ha a che fare con le provisions (Dahrendorf) che le nuove tecnologie dell’informazione mettono a disposizione, attraverso la IAD, per 1/ rompere le barriere di classe e di spazio (geografico e culturale); 2/ ampliare lo spettro dei fruitori della cultura universitaria, animata  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Abstract</h2>
<p>La nozione di “democrazia” in ambito educativo ha a che fare con le provisions (Dahrendorf) che le nuove tecnologie dell’informazione mettono a disposizione, attraverso la IAD, per 1/ rompere le barriere di classe e di spazio (geografico e culturale); 2/ ampliare lo spettro dei fruitori della cultura universitaria, animata dal binomio didattica/ricerca. L’analisi della situazione in tre significativi contesti europei, finlandese, francese e italiano, mette in luce le conquiste e i limiti attuali dell’e-learning (EL) in ambito universitario. Nel nostro paese è riscontrabile una certa frammentazione delle realtà educative in EL – pur nel vigoroso sviluppo dei nuovi contesti IAD  – che richiede un ulteriore impegno e una presa di coscienza politica maggiore da parte delle istituzioni e dei governi. Il contributo dà anche un’immagine ampia del dibattito scientifico e istituzionale sulla Quality Assurance (QA), in particolare rispetto alla dimensione europea. Si è scelto di inoltrarsi in questo campo attraverso i documenti ed i progetti dell’EUA, sia perché altamente significativi, sia perché fulcro di altre iniziative. In particolare si sono approfonditi sia i documenti che hanno costituito lo sfondo del primo European Quality Forum 2006 sia alcuni contributi presentati in quest’occasione. Inoltre, ci si è soffermati sulle tematiche proprie dell’EL rispetto alla QA, ampliando i riferimenti a iniziative differenti, quali il progetto ELUE e la recente pubblicazione: eLearning papers.</p>
<h2>Sommario</h2>
<ol>
<li>La situazione dell’EL in Europa e la democrazia educativa</li>
<li>Lo specifico della situazione italiana</li>
<li>Qualità, Europa e Istruzione a Distanza</li>
<li>APPENDICE. Conclusioni del Rapporto CRUI</li>
</ol>
<h4><a href="http://rivista.scuolaiad.it/download/quintili-cappa-1piano.pdf" title="Leggi l'intero articolo L'Istruzione a Distanza (IaD) tra democrazia e qualità" target="_blank">Leggi l'intero articolo "L'Istruzione a Distanza (IaD) tra democrazia e qualità" in formato PDF</a>.<h4>
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		<title>The Matrix. Le geometrie del tempo e dello spazio nell&#8217;età dell&#8217;informazione</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 14:15:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea De Dominicis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 0 - 2007]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract
Le modificazioni nella percezione del tempo e dello spazio che caratterizzano l’universo in cui si muovono le nuove generazioni, implicano situazioni problematiche da governare (la memoria storica, l’eterno presente, la capacità progettuale, a.e.) e aprono nuove prospettive conoscitive (rapporti non-lineari con la realtà, forme di conoscenza ad oggetti, attraversamento delle barriere).
Tali modificazioni sono sostenute dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Abstract</h2>
<p>Le modificazioni nella percezione del tempo e dello spazio che caratterizzano l’universo in cui si muovono le nuove generazioni, implicano situazioni problematiche da governare (la memoria storica, l’eterno presente, la capacità progettuale, a.e.) e aprono nuove prospettive conoscitive (rapporti non-lineari con la realtà, forme di conoscenza ad oggetti, attraversamento delle barriere).</p>
<p>Tali modificazioni sono sostenute dai rapidi avanzamenti tecnologici e, soprattutto, dall’esplosione delle ICT  che hanno sostanzialmente scardinato il paradigma del cd. Realismo percettivo. La simultaneità della comunicazione e il moltiplicarsi di ambienti percettivi virtuali dove è possibile sperimentare la costruzione di molte e diverse realtà diventano arena per il confronto tra filosofie e Weltanschauungen</p>
<p>All’interno di questo quadro si devono considerare le implicazioni per i processi di apprendimento, in quanto base dell’adattamento. In questo senso alcune strategie di pensiero possono rappresentare modi appropriati di affrontare questo cambiamento paradigmatico, piuttosto che essere interpretate come strategie difensive.</p>
<p>Rimane aperto il problema dell’identità e della percezione di continuità, necessaria, almeno in linea di principio, per dare coerenza all’esperienza. Il moltiplicarsi degli ambiti di esperienza apre la strada alla frammentazione (ma anche alla varietà) ed alla discontinuità (ma anche alla divergenza). The Matrix, la trilogia cult dei fratelli Wachoswki, può essere intesa come una rappresentazione attuale dei problemi di identità che deriva dall’applicazione di logiche non lineari.</p>
<p>Infine deve essere preso in considerazione il valore etico di questi meccanismi conoscitivi, interpretabili anche nell’ottica di una epistemologia complementare (del tipo di quella descritta da Gregory Bateson) piuttosto che simmetrica. Essi prefigurano, infatti, diversi rapporti con la realtà (nei suoi aspetti non solo percettivi ma anche economici e sociali) già definiti ecologici. La costruzione collettiva di conoscenza delle comunità hackers ne è vivido esempio.</p>
<h2>Sommario</h2>
<p>1. La mostra di Max Escher e i «mondi impossibili»<br />
2. La demolizione del pensiero lineare. Oltre la fisica classica: The Matrix<br />
3. Diversi piani di realtà. I sistemi ipertestuali e il pensiero non lineare<br />
4. La rivoluzione di una nuova sensorialità “terziaria”. I modelli cognitivi degli hackers<br />
<h4><a href="http://rivista.scuolaiad.it/download/dedominicis-saggi.pdf" title="Leggi l'intero saggio The Matrix. Le geometrie del tempo e dello spazio nell’età dell’informazione" target="_blank">Leggi l'intero saggio "The Matrix. Le geometrie del tempo e dello spazio nell’età dell’informazione" in formato PDF</a>.<h4></p>
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		<title>L&#8217;avvento dell&#8217;«era organica»: la sfida pedagogica del XXI secolo</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 13:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Giovannella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 0 - 2007]]></category>
		<category><![CDATA[e-learning]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Abstract
L’epoca in cui viviamo è l’epoca della complessità, della caduta dei facili punti (ideologici) di riferimento, i quali orientavano le esistenze umane in un quadro di significati atti a fornire spessore di esperienza Ai luoghi della vita. Da un’esperienza carica di sensi, di affetti e di contenuti, tolti i punti di riferimento, tolti «fari e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Abstract</h2>
<p>L’epoca in cui viviamo è l’epoca della complessità, della caduta dei facili punti (ideologici) di riferimento, i quali orientavano le esistenze umane in un quadro di significati atti a fornire spessore di esperienza Ai luoghi della vita. Da un’esperienza carica di sensi, di affetti e di contenuti, tolti i punti di riferimento, tolti «fari e porti sicuri», restano semplici spazi di vita sempre più occupati da “faccende”, svuotati di relazioni significative e caratterizzanti. I &#8220;learning places&#8221; che si relazionano alla nuova condizione storica post-moderna rischiano anch’essi di assumere la fisionomia di non-luoghi spaziali e culturali, di diventare dei puri &#8220;spaces&#8221;: in molti casi lo sono già diventati. Occorre rispondere alla sfida pedagogica della postmodernità ritrasformando gli spazi dell’apprendimento in luoghi del vissuto esperenziale, contesti relazionali che mettano al centro del processo formativo una cultura del “progetto”, fornendo nuovi strumenti atti ad affrontare la complessità dell’era organica in cui – grazie all&#8217;embodiement della &#8220;macchina&#8221; – ogni artefatto e ogni spazio sta diventando più sensibile e intelligente, è connesso e co-evolve interagendo. Il passaggio dall’era delle macchine post-industriali e dell&#8217;HCI (Human Computer Interaction) a quello della rete e del design per l&#8217;interazione e per le espereinze, lascia intravvedere in ambito didattico diversi scenari di sperimentazione metodologica e nuove possibilità offerte dal fiorire delle tecnologie sviluppate per la comunicazione mediata. Sinora, tuttavia, non è stato ancora scalzato il paradigma dominante dell&#8217;interazione uomo-macchina, rimasto ancorato ad un rapporto uno-a-uno operante esclusivamente sul piano fisico-cognitivo. La sfida pedagogica del secolo XXI consisterà dunque nel saper gestire l’apprendimento e l’insegnamento in un’era completamente macchinizzata, tenendo testa alle derive “automatistiche”, per far fronte al dilagare dei non-luoghi, rivalutando la centralità dell&#8217;uomo, delle sue peculiarità comunicative e delle sue esperienze.</p>
<h2>Sommario</h2>
<ol>
<li>Il dilagare dei non-luoghi del vivere. La “post-modernità”</li>
<li>I luoghi dell’apprendimento. La situazione pedagogica nell’era della complessità</li>
<li>Dallo strumento alla «macchina post-industriale». L’Interazione Uomo Computer</li>
<li>Le reti. Dall’era post-industriale all’era organica</li>
</ol>
<h4><a href="http://rivista.scuolaiad.it/download/giovannella-ricercatec.pdf" title="Leggi l'intero articolo L’avvento dell’«era organica»: la sfida pedagogica del XXI secolo" target="_blank">Leggi l'intero articolo "L’avvento dell’«era organica»: la sfida pedagogica del XXI secolo" in formato PDF</a>.<h4>
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